10 luglio 1871, a Auteuil, nasce Marcel Proust. La sua salute malferma comincia presto a mettere in apprensione la madre, che vi scorge un effetto delle ansie e delle ristrettezze patite in quei mesi terribili, in cui la Francia è rivoltata e le condizioni economiche sono assai precarie. A dieci anni, nel 1881, tornando alla casa di Auteuil dopo una passeggiata nel Bois de Boulogne, Marcel ha un forte attacco di asma, malattia da cui non guarirà mai e che finirà col trasformare tutta la sua vita in una specie di perenne convalescenza interrotta da ripetute crisi.
A nemmeno diciott'anni, iniziano le collaborazioni con riviste culturali universitarie. Le frequentazioni mondane di Marcel irritano i collaboratori della Revue Lilas, che lo tacciano di snobismo. Proust frequenta salotti. In uno di questi conosce Laure Hayman, cortigiana d’alto bordo, colta e stimata dai suoi illustri amanti (un probabile modello della Odette della Recherche). Pare che la bionda e intelligente Laure, sommersa dai fiori e dai complimenti del giovane ammiratore, abbia finito col cedere alla sua corte.
Per abbreviare il periodo di servizio militare, Marcel chiede di essere arruolato come volontario. L’esperienza militare è per lui fonte di un’intensa felicità. Il nuovo ritmo di vita attiva e regolamentata giova alla sua salute. Congedatosi controvoglia, Marcel si iscrive, contemporaneamente, alla Facoltà di Legge e a quella di Scienze Politiche.
Nel 1892 Proust parte per un soggiorno in Normandia, dove si innamora di Marie Finaly, una ragazza dotata di un fascino malinconico; e, per la prima volta, i suoi sentimenti sono ricambiati. Alcuni tratti di Marie confluiranno nel personaggio di Albertine.
L'anno successivo, però, Proust viene colpito dal fascino discreto di un giovane inglese, Willie Heath, con cui allaccia una fervida amicizia. Ma nell’ottobre di quello stesso anno Heath muore di tifo. Tre anni dopo Proust renderà omaggio all’amico scomparso dedicandogli Les Plaisirs et les Jours.
Nel 1894, incontra Oscar Wilde, a Parigi (invitato a casa di Proust, Wilde ne critica l’arredamento e rifiuta di fermarsi a cena con i suoi genitori). Nuova amicizia con Reynaldo Hahn, che gli starà accanto per tutta la vita.
Conseguita la licenza in lettere, Proust ottiene un posto non remunerato di bibliotecario aggiunto alla Bibliothèque Mazarine. Ma subito chiede un’aspettativa di alcuni mesi che, in seguito, rinnoverà più volte.
Nella Revue Hebdomadaire del 29 ottobre pubblica il racconto La Mort de Baldassarre Silvande, dedicato a Reynaldo Hahn. In settembre, durante un soggiorno a Trouville con la madre, aveva cominciato a scrivere Jean Santeuil, un vasto romanzo autobiografico che lascerà incompiuto.
1° marzo 1896: sulla rivista La Vie contemporaine appare il racconto L’Indifférent, scritto da Proust tre anni prima. A lungo dimenticato, è stato ritrovato e ristampato a cura di Philip Kolb nel 1978. L’editore Calmann-Lévy pubblica Les Plaisirs et les Jours, illustrato da Madeleine Lemaire e accompagnato da una benevola prefazione di Anatole France,
Il 3 febbraio dell'anno successivo, esce sul Journal un articolo dello scrittore omosessuale Jean Lorrain, con maliziose allusioni al legame esistente tra Proust e Lucien Daudet. Proust sfida a duello Lorrain e dimostra fermezza e coraggio durante lo scontro alla pistola, concluso per altro senza spargimento di sangue.
Il 13 gennaio 1898, pochi giorni dopo l’assoluzione di Esterhazy da parte di un tribunale militare, sul quotidiano radicale L’Aurore Émile Zola pubblica il celebre articolo J’accuse, lettera aperta al presidente della Repubblica: le alte gerarchie dell’esercito sono accusate di aver deviato il corso della giustizia circa il caso Dreyfus. Proust promuove una raccolta di firme a favore di Dreyfus, destinata a sfociare nel «manifesto dei centoquattro». Il 23 febbraio comincia il processo contro Zola, che Proust segue con passione, senza perdere una sola udienza. Zola è condannato a un anno di reclusione. Ma uno dei principali fondamenti dell’accusa contro Dreyfus viene a cadere.
Si fanno più aspri, in questi anni, gli attriti con i genitori, sempre più preoccupati per il suo stato di salute e per l’ostinata riluttanza a esercitare una qualsiasi professione. La madre è irritata dal ritmo notturno della sua vita: Marcel legge o scrive per tutta la notte, si addormenta al mattino e si sveglia nel tardo pomeriggio.
Nel 1905 esce su La Renaissance latine il saggio Sur la lecture. È il testo più importante, e forse più bello, finora scritto da Proust; esprime una concezione della letteratura già molto vicina a quella della Recherche.
1908: Proust comincia a scrivere À la Recherche du temps perdu, come testimonia un Carnet ritrovato tra i suoi manoscritti. Due anni dopo, troviamo Proust che procede nella composizione del romanzo, ma ammette che l’impresa si sta sempre più allungando. Nel '12, sul Figaro escono alcuni brani del romanzo ancora inedito. Proust, tuttavia, stenta a trovare un editore per il libro, anche a causa dell’ingente mole. Finalmente, grazie alla mediazione di René Blum, fratello di un suo compagno di liceo e futuro leader socialista, Proust riesce a stipulare nel '13 un contratto con l’editore Grasset. Il libro dovrebbe essere pubblicato in tre volumi (Du côté de chez Swann, Le Côté de Guermantes, Le Temps retrouvé) a spese dell’autore. A novembre, escono le prime copie di Du côté de chez Swann. Le prime recensioni, per lo più firmate da amici di Proust, sono molto favorevoli, ma non manca qualche stroncatura.
Il relativo successo di Du côté de chez Swann induce il gruppo della NRF a rivedere il giudizio negativo espresso in precedenza. In gennaio Gide, che ora sta leggendo il romanzo con attenzione, scrive a Proust di esserne deliziato: «Il rifiuto di questo libro rimarrà il più grave errore della NRF e (poiché ho la vergogna di esserne in buona parte responsabile) uno dei rammarichi, dei rimorsi più cocenti della mia vita».
Il 10 dicembre 1919 viene assegnato a Proust il premio Goncourt. Il premio contribuisce a diffondere in Francia e all’estero la fama di Proust. Piovono le recensioni e MP concede molte interviste. Conosce Joyce. Intanto, escono a ripetizione le tappe della saga della Recherche.
Ai primi dell'ottobre 1922, si manifestano sintomi di bronchite. Proust rifiuta di seguire le prescrizioni dei medici. Muore il 18 novembre, alle 17.30. I funerali si svolgono il 21 novembre. Viene sepolto nel cimitero del Père-Lachaise.
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